Meglio l’HDD esterno o NAS? Confronto, differenze e modelli

Tenere al sicuro i propri dati è un’operazione fondamentale. Al giorno d’oggi la capienza dei nostri hard disk è esponenzialmente aumentata rispetto al passato, ed è possibile valutare soluzioni inimmaginabili fino a qualche tempo fa.

Basti pensare a quanto sia aumentata la capienza dei supporti mobili o dei dischi rigidi. Se in passato garantivano qualche centinaio di mega byte al massimo, oggi partono come minomo da diversi gigabyte. E la ricerca continua.

Lo sviluppo di nuove tecnologie ha reso possibile una ulteriore riduzione della dimensione dei supporti, garantendo così al contempo oggetti più piccoli ma con più memoria. E se tutto ciò non bastasse, ecco che ci vengono offerte le possibilità del cloud.

L’archiviazione online sta rapidamente prendendo piede, sostituendo di fatto l’utilizzo di apparecchiature fisiche. Sempre più servizi offrono ampi spazi di archiviazione gratuita, seguiti da piani a pagamento che arrivano anche a garantire un terabyte.

Parliamo dunque di spazi enormi, che è possibile avere e replicare anche con prodotti da utilizzare in casa, come un capiente hard disk esterno o un nas. Si tratta di due opzioni ancora molto in voga, e preferite da chi non si sente a suo agio a ricorrere a servizi di archiviazione online.

Per questo motivo è bene valutare i pro e i contro, ma sopratutto saper scegliere tra un hard disk esterno ed un nas in base alle proprie esigenze.

Il classico hard disk esterno

Non lasciatevi intimorire: per quanto sia una soluzione “classica”, alla vecchia maniera, i moderni hard disk esterni non hanno nulla da invidiare alle più complicate soluzioni di backup, recupero e ripristino dei dati.

Certo, visivamente parliamo sempre di una “scatoletta” da poggiare da qualche parte. Tutavia, le diverse modifiche nella scheda elettronica hanno permesso di ottenere prodotti molto più prestanti e validi. Specialmente rispetto al passato.

Basti pensare che un moderno hard disk esterno, quando viene collegato al nostro computer, è in grado di ottimizzare i trasferimenti, impedire una lunga esposizione alla corrente elettrica, fermarsi quando non è in utilizzo per diverso tempo. Il tutto grazie a moderni software implementati nei circuiti.

Molti dei principali problemi presenti sugli hard disk esterni del passato sono stati risolti, o comunque tamponati. È molto difficile, ad esempio, che un improvviso sbalzo di tensione bruci il nostro disco, ed anche il surriscaldamento è un problema mitigato e ridotto. Resta, ovviamente, da tenere in considerazione il più classico fattore di danno: la caduta accidentale. Nonostante i rinforzi delle scocche, queste possono ancora essere fatali per il nostro supporto. Quindi, occhio a dove lo posizionate!

L’impiego di un hard disk esterno presenta diversi vantaggi. Anzitutto, è una soluzione estremamente riservata: non essendo collegato in rete, i dati inseriti nel disco saranno accessibili solo ed esclusivamente a noi, o comunque a chi avesse accesso diretto al disco.

Anche in tal caso, è possibile impedire l’accesso indiscriminato tramite l’utilizzo di programmi di crittografia, o l’impiego di archivi protetti e password. Una soluzione, dunque, estremamente sicura da questo punto di vista.

Inoltre, come già detto, la velocità dei trasferimenti è notevolmente aumentata, ed i moderni USB 3.0 garantiscono il trasferimento di decine di gigabyte in pochi minuti. Anche lo spazio di archiviazione è esponenzialmente aumentato, ed è possibile acquistare dischi da 2 terabyte.

Di contro, è ovvio che tale soluzione è poco pratica per un accesso in mobilità o una rapida consultazione. Sarà sempre necessario collegare il disco al proprio computer per vederne il contenuto, e conoscerne, eventualmente, password e codici di accesso.

Il network attached storage

L’impiego dei nas è da sempre considerato una diretta evoluzione dell’hard disk esterno, ed ha trovato una maggiore espansione in ambito domestico solo in periodi più recenti. Originariamente si trattava di una soluzione da ufficio, aziendale, piuttosto costosa e di non facile impostazione.

Anche in questo caso le cose sono cambiate molto, ed oggi è possibile acquistare dei prestanti nas a prezzi accessibili, al punto che in molti ne preferiscono l’impiego anche in casa. Ma cosa cambia, in concreto, rispetto ad un classico hard disk?

In sostanza il nas è uno strumento collegato alla rete, che permette l’accesso ad uno o più hard disk senza doverli collegare al comptuter. In pratica ogni dispositivo – che sia un fisso, un portatile, uno smartphone o un tablet – che si connette alla vostra rete potrà accedere al nas ed ai file che contiene.

Originariamente il nas prevedeva l’utilizzo di almeno due dischi: uno usato per l’archiviazione ed un o usato per una copia di backup. Col tempo questa soluzione è stata implementata, ed oggi è possibile avere, ad esempio, 4 dischi o più. Tutto, ovviamente, secondo le nostre necessità.

Avrete dunque capito che, di fondo, il nas è un hard disk collegato alla rete. Questo di fatto è il principale vantaggio di questa tecnologia, che sfruttando la connessione lan o wi-fi permette trasferimenti ancora più veloci, ma sopratutto file facilmente accessibili anche tra diversi dispositivi.

Oggi, inoltre, diversi dispositivi includono funzioni di backup esterni: non più su altri dischi presenti nel nas, ma su servizi cloud online. Anche questi dischi possono essere protetti tramite password e cartelle protette, e nei prodotti più prestanti sarà possibile creare una vera e propria directory di utenti per l’accesso.

Cosa scegliere?

La scelta deve essere ponderata e proporzionata alle vostre esigenze. Un nas ad esempio avrà un consumo elettrico maggiore rispetto ad un hard disk, in quanto sarà sempre connesso alla corrente elettrica. Parliamo di influenze minime, ma che è bene considerare prima di un acquisto impulsivo.

Di contro, un hard disk potrebbe non essere riconosciuto da alcuni dispositivi, e vi costringerà spesso a dover mettervi al computer per recuperare un singolo file. Se andate di fretta o non avete modo di collegarlo, potrebbe risultare una soluzione scomoda.

Ad ogni modo la soluzione base è rappresentata dall’hard disk esterno, che nella maggior parte dei casi riesce a soddisfare le richieste della maggior parte degli utenti, senza dover ricorrere a soluzioni differenti.

Un buon hard disk esterno è acquistabile a partire dai 50-60 euro, mentre per un nas la spesa è più alta. Bisogna considerare almeno un centinaio d’euro per il nas, ai quali poi va sommato il costo dei singoli hard disk da utilizzare.

Back to top
menu
harddisktopt.it