Hard disk Toshiba per Nintendo Switch: quali modelli?

Dopo l’esperienza della Wii e della Wii, la Nintendo è tornata a stupire con una nuova console: la Switch. Console ibrida di ottava generazione rilasciata nel 2017 pare essere destinata a “macinare” un nuovo record in casa della grande N.

Dopo l’inaspettato primato garantito dalla Wii, che superò le 100 milioni di copie vendute, la Switch sembra sulla buona strada per superare tale record: a dicembre 2020 ha già venduto oltre 76 milioni di copie. E queste continuano a crescere, grazie ad una serie di tratti classici delle console Nintendo.

Tanti titoli, spesso grandi classici ma anche prodotti innovativi ed esclusivi, o mirati a determinati settori – come il fitness – seguiti dai marchi noti e apprezzati. Questo il mix di elementi che sta rendendo la console sempre pià ambita, ed in grado di competere anche con la nuova generazione di console.

Dopo la battuta di arresto della Wii U, la Switch sembra avere tutti i crismi per competere nel settore. Disponibile in due versioni, una lite – solo portatile – ed una completa, attira grandi e piccoli alla ricerca di giochi semplici, passatempi spensierati e svaghi non troppo impegnativi.

Ma non solo: la presenza di grandi titoli e saghe del mondo videoludico ne fanno una console completa, capace di adattarsi incredibilmente anche alle esigenze dei giocatori più esperti.

Doppio schermo, doppio divertimento

Potremmo definirlo un azzardo, ed in effetti si tratta proprio di questo. Dopo il tentativo con la Wii U la Nintendo ha deciso di riprovarci, realizzando un nuovo dispositivo dotato di un particolare controller con schermo.

Uno schermo integrato nel caso nella versione lite, o rimovibile nel caso della versione completa. Una differenza data dal fatto che la prima console può essere utilizzata solo in mobilità (non può dunque essere collegata ad un televisore) mentre la seconda può essere usata in entrambi i modi.

Pensata come console portatile estesa all’ambiente domestico, la Switch si propone ai videogiocatori con un elemento contraddistintivo dei Nintendo DS e: l’utilizzo di schede di memoria al posto dei dischi.

Si tratta di una scelta che la Nintendo ha sempre motivato in termini di qualità. Tali schede sarebbero più prestanti e veloci, garantendo trasferimenti migliori e spazi ridotti. Proprio quest’ultimo vantaggio è forse quello principale, in quanto permette di creare console piccole, maneggevoli e portatili a tutti gli effetti. Ciò incide anche sui consumi della stessa, ridotti in quanto non vi è la periferica che vede leggere per ore un disco. Un modo per allungare la vita della batteria e ridurre il surriscaldamento.

Per quanto rivoluzionaria ed intrigante, la console si presenta con un limite che ai più farà storcere il naso. Questa infatti ha una memoria interna molto limitata, di appena 28 gigabyte, incredibilmente più bassa di ogni altra console.

Anche in tal caso, si tratta di una scelta dettata dalla necessità di far rimanere la console di dimensioni ridotte. Tuttavia, la possibilità di scaricare giochi dallo store online rischia di intasare la memoria nel giro di pochi download.

Possibilità di espansione: attenzione

Ovviamente, per venire in contro ai propri clienti la Nintendo ha predisposto la possibilità di collegare una memoria esterna. Una scelta obbligata e necessaria, che non solo garantisce un ulteriore spazio di archiviazione agli utenti ma anche la possibilità di gestire più comodamente i propri titoli.

Tuttavia, non fatevi prendere da facili entusiasmi: la Nintendo ha bloccato l’utilizzo di hard disk esterni. Nonostante la console sia dotata di una porta Usb, questa è utilizzabile solo per funzioni di servizio, come aggiornamenti offline o per collegare il controller pro, o una eventuale altra periferica.

Nel corso degli anni le console Nintendo sono state tra le più attaccate e modificate, in quanto l’accesso diretto tramite porta usb permetteva di bucare i sistemi e far girare software paralleli. Una condizione che favoriva la pirateria e la modifica scriteriata delle console, che nel corso del tempo si è cercato di arginare. Dopo il tentativo non riuscito sulla Wii U, la Nintendo ha deciso di procedere alla soluzione più drastica: il blocco a prescindere della presa usb.

Pur modificando la vostra console (cosa che non va fatta) non riuscirete a far leggere il vostro hard disk esterno, in quanto tale porta è, come già detto, esclusivamente di servizio. Fisicamente non permette il trasferimento dati, neppure tramite pen drive o altro supporto.

La possibilità di espandere la propria memoria è data da uno slot micro sd inserito sul retro della console, che permette di aggiungere una scheda – come quella che usate nel vostro smartphone – di qualsiasi dimensione. Solo in questo modo riuscirete ad espandere la vostra memoria e ad archiviare quanti più giochi possibile.

Le soluzioni Toshiba al problema

Volendo dunque allargare la memoria della propria Nintendo Switch, è opportuno acquistare una scheda sd valida e prestante. Non fatevi qundi ingannare dalle classiche offerte da mercatino, dove trovate scheda 256 gigabyte a 2 euro… perché questi prodotti lasciano il tempo che trovano.

Megli affidarsi ad un prodotto serio, duraturo e garantito. Ad esempio, nel settore sono molto apprezzati i prodotti della Toshiba, storico brand specializzato nel realizzare supporti affidabili. Non solo hard disk, ma anche schede e pennette.

Quando acquistate una scheda Toshiba, assicuratevi che sia di una classe elevata, almeno 8, 9 o 10. E, meglio ancora, che si tratti di una scheda ad alta velocità di trasferimento. Queste funzioni rendono più veloci i trasferimenti, e vi permetteranno quindi di accedere più velocemente e fluidamente ai vostri titoli preferiti. E, non da ultimo, a conservarli in sicurezza.

Una scheda sd presenta alcuni limiti rispetto ad un hard disk, specialmente nella sua capienza: megli affidarsi a schede non più grandi di 256 gigabyte, considerate stabili. Tuttavia, come già detto, garantiscono alti livelli di sicurezza ed elevate prestazioni. Nulla vi impedisce, in ogni caso, di provare schede più grandi e capienti, che tuttavia potrebbero risultare più lente, specialmente a mano a mano che le riempirete.

Inoltre, una scheda ha un costo decisamente inferiore rispetto ad un disco rigido. Certo, lo ripeto: non aspettate di spendere pochi spicci. Ma parliamo comunque di cifre irrisoree, tra i 20 ed i 30 euro in base alla grandezza scelta. Se non sono pochi spicci, poco ci manca.

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